Il tuo giudizio
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Le tipiche taverne
Le taverne sono pronte a soddisfare i vostri palati e a deliziarvi con i loro piatti tipici. Si ricorda che le taverne non effettuano servizio di prenotazione e che sono aperte a pranzo e cena durante i tre fine settimana (fino a Domenica 16 Ottobre). Durante la settimana invece la loro apertura è soggetta alle manifestazioni in programma.
Nella Taverna delle Acque del Rione Papaqua (vedi su Google Maps) sarà possibile assaporare i caratteristici Gnocchi ''co'i' ferro al ragù, la polenta al cinghiale, le pappardelle al cinghiale ed al ragù, la minestra di ceci e castagne, i lombrichelli della "Strega", lo spezzatino di cinghiale in salmì, braciole e salsicce.
La Taverna dell'Orso del Rione Rocca (vedi su Google Maps) propone Trofie alla gricia, minestra di ceci e castagne, spezzatino di manzo con castagne, rotolo con marmellata di castagne, polenta al ragu di cinghiale con ricotta salata.
Nel Rione San Giorgio, visitando la sua Taverna del Drago (vedi su Google Maps) sarà possibile pranzare e cenare con i caratteristici Gnocchi co i'fferro, la polenta con salsiccia servita su tagliere di legno, la minestra di ceci e castagne, gli gnocchetti alla Sangiorgese e lo spezzatino di Cinghiale.
Alla Taverna della Vecchietta del Rione Trinità (vedi Google Maps) vi delizierete con Strozzapreti alla trinitina, Gnocchi co i'fferro, zuppa della vecchietta, polenta di S. Agostino e rotolo di castagne.
Il Rione Papacqua vince il Palio
L'autore del Palio di questa edizione della Sagra delle Castagne è Nicola Piscopo, napoletano classe 1990, frequenta dapprima il Liceo artistico e poi s’iscrive alla classe di pittura attiva presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.
Nonostante la giovanissima età l’artista vanta un ottimo curriculum. Di recente ha concluso la mostra personale “Tra significato e significante”, iniziativa che ha meritato la prestigiosa location di Villa Bruno nel comune di San Giorgio a Cremano.
E’ inoltre autore del Palio di Bomarzo ed è tra i fondatori dell’iniziativa partenopea “Arteingiro”, mostra itinerante che ha coinvolto artisti ed opere a spasso in una città resa museo.
Affezionato alla pastosa cromia della pittura ad olio, Piscopo matura ben presto un linguaggio che spazia dal figurativo deciso, di chiara marca surrealista, a visionarie astrazioni oniriche che fondono parola ed immagine in un incontro di sinestesie e rapporti semantici tra significato e significante.
Le parole definiscono concetti ed immagini mentali che solo la ricerca pittorica può far rivivere, smascherando, sul filo dell’ironia, controsensi e paradossi della realtà.
(Nicola Caroppo)




