La Rievocazione Storica è l’evento più suggestivo della Sagra delle Castagne ed evoca, con una serie di quadri scenici, i principali avvenimenti storici accaduti a Soriano dal XIII al XV secolo.

“Anno Domini 1504: Terre nostre Suriani”

Testo e regia di Maurizio Annesi

La Rievocazione Storica è realizzata dalla Compagnia d’Arte del Buon Incontro, nome ispirato alla battaglia del Fosso del Buon Incontro del 1489. All’ evento partecipano tutte le quattro contrade di Soriano con i loro gruppi storici: musici, sbandieratori, spadaccini, focolieri.

Initium

Nel 1504 Papa Giulio II, affida la reggenza dell’Urbe di Soriano a Bernardo Alidosi di Castel Rio. Per l’arrivo del nuovo Governatore il popolo di Soriano vuole a lui significare quali siano stati i più importanti accadimenti avvenuti nel paese nei secoli passati, in quel Medio Evo appena trascorso. E, fieri della loro identità, decidono di servirsi dell’arte, l’arte della affabulazione, del racconto e del Teatro. Inizia “Anno domini 1504: Terre Nostre Suriani”.

Gli eventi rappresentati sono:

LA ROSA E L’ANGELO – 1250

La Grande Storia passa anche per la piccola Soriano: la giovane Rosa, poi diventata santa, venne cacciata da Viterbo per il suo atteggiamento ispirato a S. Francesco, avverso ai regnanti di allora: nella notte del rigido 4 dicembre 1250, Rosa trovò rifugio nell’accogliente Rocca di Soriano. Qui le apparve un angelo annunciandole la morte dell’imperatore Federico II, lo “stupor mundi”, acerrimo nemico della Chiesa. Dopo pochi giorni, la profezia dell’angelo si avverò e Rosa continuò la sua opera di evangelizzazione nei territori intorno a Soriano fino alla morte, avvenuta pochi mesi dopo, a soli 18 anni.

LA BOLLA PAPALE – 1279

Papa Niccolò III promulgò a Soriano la bolla papale “Exiit qui seminat” per riconfermare l’ordine francescano e definire la nomina pontificia per il controllo dei beni francescani. Questo evento è celebrato con un dipinto presso la chiesa di S. Maria del Poggio. Dante Alighieri pone Niccolò III nell’Inferno, inserendo il Papa tra i simoniaci. L’abitudine al nepotismo, poi perpetrata fino a i giorni nostri, pare infatti partire proprio dal comportamento di Niccolò III, il quale assegnò principati e ducati ai suoi parenti, nel tentativo di formare un grande Stato insieme a Toscana e Romagna. Niccolò III morì nel castello di Soriano nel 1280, fatto da lui edificare in soli due anni.

L’ESECUZIONE DEL DI VICO – 1435

Dopo la morte di Papa Martino V e l’elezione al soglio pontificio di Eugenio IV (1431), i Colonna non riconobbero più l’autorità papale e si allearono con Giacomo Di Vico, Prefetto di Vetralla per il mantenimento dei territori. Il Di Vico a sua volta strinse alleanza con Francesco Sforza che nel 1434 scese da Milano per occupare vari territori della Tuscia. Quando gli Sforza si pacificarono con Eugenio IV, affidando la baronia di Soriano al cardinale-guerriero Giovanni Vitelleschi, questi catturò il Di Vico e lo condannò a morte, eseguendo la decapitazione in piazza di Soriano

PRIMO STATUTO DELL’URBE DI SORIANO NEL CIMINO – 1447

Nell’anno 1447 Papa Nicolò V concesse a Soriano lo Statuto di autogoverno con leggi, disposizioni e formazione secondo gli organi comunali previsti in gran parte dei Comuni d’ Italia

IL “FOSSO DEL BUONINCONTRO” – 1489

Nel 1484 salì al soglio pontificio Papa Innocenzo VIII e Soriano venne affidata ai Borgia. Questi nominarono come castellano Didaco di Carvajal, poi assassinato a tradimento dal conte Pietro Paolo Nardini, signore di Vignanello, nel tentativo di impossessarsi del paese. Ma i sorianesi scoprirono l’inganno per tempo (secondo la leggenda grazie alla “Vecchietta del Carnaiolo”) e durante una memorabile battaglia sconfissero i vignanellesi presso il “fosso del Buonincontro” evitando così di perdere il dominio sulle loro terre. Papa Innocenzo VIII premiò la fedeltà dei sorianesi promulgando la “bolla d’oro”, concedendo privilegi alla popolazione e aggiungendo la parola “Fidelitas” allo stemma del paese.

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Sagra delle Castagne - Manifestazione Storico Rievocativa

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