I quattro rioni
Contrada Papacqua
I colori verde e rosso contraddistinguono la contrada Papacqua, il cui nome deriva dalla fonte annessa al palazzo Chigi-Albani che rappresenta il cuore del rione. La sorgente d’acqua e il palazzo furono fatti costruire nella seconda metà del XVI secolo dal cardinal Cristoforo Madruzzo.
Il complesso fu poi portato a termine nel settecento dalla famiglia Albani. Vicoli e stradine della Soriano rinascimentale circondano il palazzo e sono interessanti luoghi di escursione durante il periodo della sagra delle castagne.
La presenza di questa imponente struttura architettonica fa si che durante la tradizionale sfilata domenicale i figuranti rappresentano i membri delle famiglie Madruzzo e Albani e la rispettiva vita di corte.
Nella sua Taverna delle Acque (vedi su Google Maps) sarà possibile assaporare i caratteristici Gnocchi ''co'i' ferro al ragù, la polenta al cinghiale, le pappardelle al cinghiale ed al ragù, la minestra di ceci e castagne, i lombrichelli della "Strega", lo spezzatino di cinghiale in salmì, braciole e salsicce.
Contrada Rocca
Stretti vicoli, che si intrecciano tra di loro in un’ atmosfera tipicamente medievale, torce e antiche insegne, caratterizzano l’affascinante contrada Rocca. La più antica di Soriano, la cui nascita si fa risalire al 1084.
Salendo per queste stradine ci si imbatte nella settecentesca chiesa dedicata a S. Eutizio Martire, nella piccola chiesina della Misericordia e in una fontana del cinquecento detta “Fontana di Dentro” fino a trovarsi di fronte al castello Orsini.
Merlato e maestoso fabbricato duecentesco, è l’edificio più rappresentativo dell’intero paese. Costruito da Papa Nicolò III Orsini fu poi modificato successivamente.
La Taverna dell'Orso (vedi su Google Maps) propone Trofie alla gricia, minestra di ceci e castagne, spezzatino di manzo con castagne, rotolo con marmellata di castagne, polenta al ragu di cinghiale con ricotta salata.
Contrada San Giorgio
San Giorgio, la più verde delle quattro contrade, è infatti immersa nei boschi e castagneti dei Monti Cimini.
Da molte strutture murarie di antiche case delle zone “Concia e Moda” è evidente l’appartenenza all’epoca storica medioevale. Ma il vero cuore della contrada è la piccola chiesa dai tipici caratteri romanici del XI secolo.
Dedicata a San Giorgio, all’interno infatti c’è un bassorilievo che raffigura le gesta del cavaliere che uccide il drago, la chiesina da infatti il nome alla contrada.
Nel rione si possono inoltre ammirare la cinquecentesca fontana del Madruzzo e la settecentesca Porta Romana. Durante il periodo della festa il rione è abbellito con addobbi di colore rosso e azzurro.
Nella sua Taverna del Drago (vedi su Google Maps) sarà possibile pranzare e cenare con i caratteristici Gnocchi co i'fferro, la polenta con salsiccia servita su tagliere di legno, la minestra di ceci e castagne, gli gnocchetti alla Sangiorgese e lo spezzatino di Cinghiale.
Contrada Trinità
La nobile contrada Trinità prende il nome da due chiese agostiniane. La ormai fatiscente chiesina della SS.ma Trinità situata sul monte Cimino e l’altra all’interno del centro storico sorianese che conserva al suo interno una trecentesca tavola raffigurante la Madonna col Bambino che è forse l’opera di più alto valore artistico presente a Soriano.
Percorrendo il rione si possono inoltre ammirare vicoli e piazzette e la collinetta della “Bastia” dove un tempo sorse un antico castello costruito dai Guelfi del quale non rimane alcuna traccia.
Alla Taverna della Vecchietta (vedi Google Maps) vi delizierete con Strozzapreti alla trinitina, Gnocchi co i'fferro, zuppa della vecchietta, polenta di S. Agostino e rotolo di castagne.






